Questa settimana si è svolto il secondo incontro del percorso A scuola con le emozioni dedicato ai bambini di quarta e quinta elementare.

Per prendere confidenza con i nomi delle emozioni e scoprire che le sfumature sono davvero tante, ho distribuito una scheda, che sarà strumento di lavoro per le prossime volte, in cui ho elencato tutti i modi in cui si può comunicare la felicità, la rabbia, la paura, la sorpresa e il disgusto spiegando che i livelli di intensità delle emozioni riportate sono diversi.
A questo punto chiedo ai bambini di concentrarsi e di pensare a come si sentono in quel momento.
È un piccolo esercizio che serve a entrare nel clima del laboratorio e a prendere consapevolezza del proprio stato interiore. Con l’aiuto della scheda, dunque, i bambini si divertono a scoprire nuove emozioni e a scegliere con cura esattamente quella che esprime il proprio stato d’animo; quindi non solo felicità o rabbia, ma anche delusione, ansia, entusiasmo, preoccupazione, irritazione, malinconia, ecc.

Con il clima giusto entriamo nel vivo del secondo incontro, in cui discuteremo su quali sentimenti proviamo in una relazione di amicizia e su quali sono le caratteristiche che rendono un amico una persona speciale. Per facilitare il dialogo propongo alcune domande iniziali.

Cosa dovrebbe fare un amico per rendermi felice?
Grazie a questa domanda i bambini hanno la possibilità di riflettere a quali sono le persone e le cose che lo fanno stare bene; la risposta non è immediata e spesso è la parte più difficile da compilare perché richiede un lavoro autobiografico che non si è abituati a fare. Tra le risposte che sono state date: “giocare con me, invitarmi a casa sua, non mentire, non darmi fastidio ed essere socievole.”

Quali emozioni provo quando sono con un amico?
Questa domanda ha lo scopo di aiutare a riflettere non solo sulle emozioni positive, ma anche su quelle negative che si provano quando si litiga, quando un amico ci delude con il suo comportamento, quando non rispetta i patti o quando spiffera un segreto.
Spesso, poiché gli amici sono soprattutto all’interno della classe, questo momento si rivela un’occasione preziosa per comunicare all’amico come ci si è sentiti in seguito a quel comportamento che ci ha fatto star male.
Tra le risposte: “felicità, allegria, contentezza, essere di buon umore, irritato, dispiaciuto, arrabbiato.”

Cosa mi piace di più del mio amico e cosa di meno?
In questa parte del lavoro i bambini pensano alle qualità positive del proprio amico, che apprezzano e che riconoscono quasi subito, ma allo stesso tempo imparano ad affrontare anche quei lati del carattere che non sempre piacciono e che magari sono motivo di litigio.
Tra le risposte: “essere affettuoso, gentile, generoso, amichevole” e “mi prende in giro, si arrabbia, mi comanda, mi ignora, si vanta”.

Alla fine dell’incontro è interessante vedere i bambini che si divertono a scoprire quante emozioni conoscono, a ricordare delle esperienze vissute insieme ai propri amici, a chiarirsi ulteriormente sui motivi dell’ultima litigata.

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