Come sapete Officina filosofica non si occupa solo di pratiche filosofiche ma anche di attualità e politica; questo perché siamo convinti che la vera politica non si faccia a discapito dei cittadini e non riguardi esclusivamente i membri del Parlamento, ma sia un diritto e dovere di ciascuna persona. Non è fatta di grandi proclami ma di piccoli e semplici gesti che riguardano il nostro quotidiano.

Con la nuova rubrica “Elezioni americane 2016” vogliamo accompagnarvi verso le elezioni presidenziali americane che si terranno l’otto novembre di quest’anno. Abbiamo scelto otto parole che ci aiuteranno a comprendere come funziona il sistema elettorale e a conoscere alcuni dei protagonisti più significativi della storia politica americana.

La prima parola che abbiamo scelto per il nostro viaggio americano è Congresso, ovvero l’equivalente del Parlamento italiano se pur con qualche differenza.

Campidoglio, sede del congresso americano

Il Congresso degli Stati Uniti d’America ha sede nel Campidoglio a Washington DC ed è composto dal Senato e dalla Camera dei Rappresentanti.
La scelta di istituire due camere risale al 1787 quando i Padri fondatori, ovvero coloro che firmarono la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, scesero ad un compromesso per superare le divisioni interne: inizialmente infatti c’era chi sosteneva che il numero dei rappresentanti dei diversi Stati dovesse essere proporzionale al numero dei suoi abitanti, altri invece che tutti gli stati dovessero essere rappresentati in modo uguale.
Per superare l’empasse si decise che in Senato venissero eletti due membri per ciascun Stato (100 in tutto) e che i membri della Camera (attualmente 435 votanti e 6 non votanti) venissero invece eletti in base alla popolosità dei singoli Stati. Si passa quindi dall’Alaska, il Montana o il Vermont con un solo rappresentante alla California con ben 53 rappresentanti o la Florida con 27.

I membri della Camera, che hanno minimo 25 anni, restano in carica solamente due anni dopodiché si deve procedere a nuove elezioni che cadono sempre a metà mandato del Presidente degli Stati Uniti in carica, rappresentando in questo modo una sorta di valutazione sul suo operato.
I membri del Senato invece restano in carica 6 anni e vengono eletti singolarmente, senza lo scioglimento dell’assemblea come invece succede alla Camera.

Il Congresso ha potere legislativo, si occupa dunque di promulgare le leggi federali valide in tutti gli Stati Uniti, mentre il potere esecutivo è in mano al Presidente.
Il Congresso americano rappresenta uno dei pochi casi di bicameralismo perfetto, in quanto ogni progetto di legge deve avere l’approvazione sia della Camera sia del Senato e il Presidente non può intervenire su quanto legiferato. In realtà per via informale può influenzare le scelte del Congresso attraverso il partito di provenienza e i suoi deputati, ma mai attraverso un atto formale.

Attualmente è in carica il 114° Congresso e il Partito Repubblicano ha la maggioranza alla Camera, presieduta da Paul Ryan, mentre quello Democratico ha la maggioranza al Senato presieduto dal Vicepresidente Joe Biden.

Curiosità
Il 24 settembre 2015 per la prima volta un Pontefice parla nel luogo più significativo della politica statunitense. Nel suo discorso Papa Francesco ha toccato i temi più scottanti, dalla pena di morte alla vendita di armi, dall’immigrazione al fondamentalismo religioso.

Per approfondire
Sito ufficiale della Camera dei Rappresentanti e del Senato
Biblioteca del Congresso
Politica americana. Una piccola introduzione di M. Ferraresi, Luiss 2016
House of Cards

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