Per questo mese, il caldo agosto, ho deciso di riflettere insieme su un’idea del femminile che riemergere come una fenice dalle sue ceneri. Parleremo della dea Estia, e di un’ idea ancora più arcaica, l’idea del fuoco come sacra condivisione. Tutti i caratteri che scopriremo potrebbero aiutare i lettori a vivere al meglio l’estate, non solo come periodo di svaghi ma anche di ritiro introspettivo.

Analisi filosofica

Statua Dea Estia

Estia è la dea del Pantheon greco del sacro fuoco, del focolare rotondo e soprattutto rende sacro un luogo. I romani svilupparono il culto di Vesta costruendo edifici circolari e creando gruppi di giovani che adoravano la dea.
La coscienza che evoca questa idea è una coscienza condivisa nella presenza di un luogo sacro che riunisce. Questo luogo potrebbe essere la casa dove tornare dopo un viaggio, potrebbe essere un luogo isolato e silenzioso dove ritirarsi.
Altro elemento è il cerchio come spazio sacro, pensiamo semplicemente come dicevo all’inizio, ad un fuoco all’aperto e intorno radunate persone che contemplano il fuoco. Il secondo elemento è il silenzio, l’introspezione. Essere connessi con questa idea vuol dire sentirsi uniti con l’essenza e connessi con l’universo e la natura.
Quindi a differenza di Artemide e Athena, Estia invita alla meditazione, a focalizzarsi sul significato delle cose servendosi dell’intuizione.

Possiamo trovare questa pratica filosofica presso le monache taoiste e buddiste, nel loro modo di profondarsi nel silenzio e in pratiche quotidiane accurate e armoniche. Presso gli Etruschi ci sono varie figure femminili che richiamano queste idee di sacro e comunitario. Tradizioni, toponimi, leggende, fanno supporre il perpetuarsi di una tradizione segnata da comunità di donne dedite alla conoscenza, reputate mistiche, indovine e guaritrici.
La leggenda della lasa Vecu racconta di una società, l’etrusca, dove le donne ricoprivano ruoli di primaria importanza, essendo riconosciuto il loro necessario e speciale contributo per il benessere della comunità. Probabilmente il titolo di lasa era anche attribuito a donne reali, riunite in collegi e congreghe per tramandare e praticare le arti. Possiamo osservare la pratica del fuoco sacro in molte religioni sia politeiste che monoteiste risalendo ai vari rituali per la comunità dei praticanti di purificazione e di custodia della luce.

fuoco

Osservazioni dal laboratorio di pratica filosofica

L’antropologo Ernesto De Martino descrive l’ambito del sacro come un campo esperienziale di ricerca di motivazioni e di senso, come un movimento di rivalutazione esistenziale della vita sociale e del mito, di un mito come ethos della presenza del mondo, energia morale che fonda civiltà e storia.
Al laboratorio di pratica filosofica ci furono molte esperienze importanti lavorando sull’idea di Estia e del sacro. Una partecipante si presentò all’ incontro successivo con tre acquarelli da lei dipinti. Erano tre mandala. Con la sua approvazione i mandala sono divenuti le immagini della nostra riflessione sul sacro e la comunità. Alcuni trovarono nelle immagini come una narrazione mitica che parlava degli antenati (Odissea). Altri immaginarono come una mappa dall’atlante di geografia storica antica e iniziarono una ricerca culturale su dei territori. La pittrice dei mandala ringraziò per i molti contributi e affermò che quella esperienza l’aveva connessa con il bisogno di libertà di essere e di vivere il sacro in lei, anche con il diritto di provare paura e fermarsi di fronte ad una luce sconosciuta o dimenticata pur non perdendo la passione di continuare il viaggio (Platone).
In un altro laboratorio siamo partiti con il gruppo da delle immagini. Un partecipante scelse l’immagine della donna in meditazione (prima immagine in questo articolo) e scrisse una poesia. Solo tre versi vorrei condividere: Piccolo fiore di loto, l’amore troverai dentro, perché quella è la via.

Riflessioni

Prendiamo alcuni aforismi di Eraclito per salutarvi e lasciarvi in riflessione sulle idee evocate:
“Non troverai mai la verità, se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi di trovare.”
“L’armonia nascosta vale più di quella che appare.”
“Per quanto tu cammini, ed anche percorrendo ogni strada non potrai mai raggiungere i confini dell’anima, tanto profonda è la sua vera essenza.”
“A ciascuno è concesso conoscersi ed essere.”

Per approfondire:

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