Il termine immagine deriva dalla radice greca mimos “imitatore” dal verbo mimeomai “imitare”, da cui deriva il termine latino imaginem.

In senso più letterale è la rappresentazione di un oggetto attraverso una pittura o una stampa; in senso più lato, il termine acquista diversi significati. Si pensi ad esempio al verbo italiano “immaginare” che non è comunemente riferito all’azione del pittore che crea un’immagine, ma piuttosto al lavoro dell’intelletto che produce idee, immaginare è legato alla facoltà del pensare.

In politica l’immagine ha avuto, specialmente nei regimi totalitari, un ruolo fondamentale per la sopravvivenza degli stessi.

Si pensi ai manifesti di propaganda utilizzati fino all’avvento della televisione, strumenti indispensabili per convincere il proprio elettorato, puntando sull’emozione che l’immagine creava nell’animo del cittadino.

Immagine

Con l’arrivo della televisione, più che mai, l’immagine ha giocato un ruolo fondamentale per la trasmissione del proprio programma elettorale. Questo fenomeno ha avuto particolare rilievo in Italia. Si pensi, ad esempio, all’utilizzo fatto, a partire dall’inizio degli anni novanta, del mezzo televisivo, e quindi dell’immagine stessa, quale veicolo primario di propaganda politica.

In questo senso, forse, il termine ha assunto il suo significato originario.

Se nei regimi totalitari l’immagine era utilizzata per suscitare sentimenti di paura o odio nei confronti del nemico, e di affezione nei confronti del governante, nella politica moderna, l’immagine è maggiormente utilizzare per destare azioni imitative dei cittadini rispetto a colui trasmette un ritratto di sé affascinante e attraente.

Ma oggi, nell’era di internet e degli smartphone, qual è il ruolo dell’immagine in politica?

 

Film consigliato: No – I giorni dell’arcobaleno, anno 2012, regista Pablo Larraín

Libro consigliato: Angelo Ventrone, Il nemico interno, Roma, 2005

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