Titolo: La Cura Schopenhauer
Autori: Irvin Yalom
Editore: Neri Pozza
Anno: 2009
Pagine: 479

Il senso della vita… quante volte ci siamo posti la domanda: qual è il senso della vita? Innumerevoli poeti, uomini di scienza e di varia cultura hanno preso in esame per secoli questo tema.
Spesso però ci si rende conto che in realtà è una domanda alla quale è impossibile rispondere in maniera univoca perché ogni essere umano può esprimere in merito un’interpretazione differente, dipendente da molti fattori: sociali, caratteriali e culturali.
E quasi sempre non basta neppure un’intera vita per riuscire a rispondere a questo interrogativo.

La trama del romanzo

Il romanzo di Irvin Yalom, “La Cura Schopenhauer” può servire da stimolo al lettore che si propone di affrontare la questione sul senso della vita, naturalmente senza la pretesa di risolverla, cosa probabilmente impossibile.
Si tratta di un romanzo coinvolgente e ricco di contenuti, spiegati in modo semplice e dunque facili da comprendere e da seguire.

Un libro che ha le caratteristiche del romanzo in quanto vi sono una serie di personaggi con le loro singole storie, ma che è anche, nello stesso tempo, un saggio sulla psicoterapia, sulla consulenza filosofica e una biografia del filosofo Arthur Schopenhauer.
Si parla molto di filosofia in questo libro, ma non in maniera astratta, piuttosto intesa come un supporto per comprendere la vita in tutto quello che ci accade, un aiuto per poter scegliere la vita che vogliamo, per vivere e non essere vissuti.
Sono due i filosofi a cui si fa riferimento, Nietzsche e Schopenhauer, due poli interpretativi che trovano i loro sostenitori nei due personaggi chiave: il professore Julius Hertzfeld e Philip Slate, quest’ultimo favorevole ad un metodo di consulenza filosofica ispirata a Schopenhauer.
Il tutto si svolge, escluse brevi digressioni che riguardano la vita del celebre filosofo (polacco di nascita, tedesco per cultura ed educazione), quasi tutto dentro una stanza, fra uno psicologo ed un gruppo di suoi pazienti seduti in circolo.

Le prime pagine descrittive riguardano il contesto ed i personaggi che ne fanno parte: sono accomunati dall’esigenza di mettere ordine nelle loro vite, recuperare autostima dopo aver chiuso sofferte relazioni e superare con uno sforzo comune il disagio esistenziale nel quale sono sprofondati, differente da caso a caso nell’origine ma simile nelle conseguenze a livello psicologico.
Il romanzo contiene inoltre una serie di aforismi che provengono tutti dalla stessa fonte, ovvero le opere e le considerazioni sulla vita di Arthur Schopenhauer, alcune delle quali Irvin Yalom ha raccolto nel suo racconto, associate al tessuto narrativo del romanzo ed ai temi che affronta.

E’ evidente l’intento dello scrittore di coinvolgere il lettore nella conoscenza di alcuni fra i filosofi più significativi del passato attraverso storie che attingono ad essi e che sono poi filtrate dalla sua professione; egli infatti oltre che scrittore è anche psichiatra e docente universitario. L’obiettivo in questo caso è centrato in pieno, non soltanto grazie alla personalità di Schopenhauer della quale egli evidenzia i tratti principali, ma anche perché i problemi esistenziali dei protagonisti sono relativi a questioni che fanno parte del quotidiano di ognuno di noi e chiunque può riconoscersi, in parte o più profondamente in essi, in base ad episodi vissuti o presenti e dai quali trarre, magari, utili suggerimenti.

La Cura Schopenhauer

L’utilizzo del romanzo nella consulenza filosofica

Un romanzo può essere un prezioso strumento da utilizzare nella consulenza filosofica per dimostrare la potenza della parola e dell’argomentare. Il dialogo filosofico infatti consiste in domande e risposte rivolte alla giustificazione e all’argomentazione. Saper argomentare significa saper filosofare.
La ragione razionale da sola può non portare risultati nella consulenza filosofica e oltre alla ragione occorre anche emozione e passione.
Scrivere un romanzo diventa una forma di filosofia che al criterio del vero sostituisce quello del verosimile. Attraverso l’arte dell’inventare infatti è possibile percorrere nuove vie che portano alla costruzione di visioni del mondo differenti.
Tutto ciò che può accendere l’immaginazione è utile al lettore perché immaginare è scegliere.
Si può cambiare la propria vita cambiando atteggiamento e prospettiva.
Il romanzo “La Cura Schopenhauer” affronta anche il rapporto tra consulenza filosofica e metodo partendo dal fatto che uno dei protagonisti, Philip, aspirante consulente filosofico, scopre di aver applicato troppo alla lettera la filosofia del suo maestro Schopenhauer e arriva alla conclusione che non ci si può affidare nel proprio lavoro ad un un’unica corrente e occorre farlo con spirito critico; infatti a un consulente non basta avere una concezione del mondo forte e rigorosa. Anzi questa si trasforma in un difetto se non è aperta, autocritica, flessibile.

Inoltre il romanzo mette in evidenza come per un consulente filosofico sia fondamentale anche la sfera delle emozioni: Philip infatti scoprirà di averla trascurata e di essere mancante di qualcosa non avendo raggiunto la maturità emotiva.
Il consulente, qualunque cliente incontri, dovrà dunque usare una sensibilità particolare per trovare e valorizzare le risorse che vi sono in ogni essere umano.

Titolo: La Cura Schopenhauer
Autori: Irvin Yalom
Editore: Neri Pozza
Anno: 2009
Pagine: 479

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