Una volta il filosofo cinico Diogene di Sinope uscì di giorno con una lanterna gridando: “Cerco l’uomo!”. Il filosofo ha questa missione: utilizzare la lanterna della filosofia per ritrovare l’essere umano e additare l’essenza vera.

La filosofia è dunque una luce su una realtà in continua evoluzione dalla quale deve emergere la vera umanità, tra identità, azione e responsabilità.

La lanterna della filosofia illumina controcorrente e in maniera nuova l’ovvietà della luce del giorno di vite assopite: essa conduce team e manager a interrogarsi su loro stessi e sulla loro relazione con gli altri.

Fa emergere difficoltà e zone d’ombra sulle strategie aziendali, fornendo la possibilità di riscoprire il senso e la motivazione profonda delle azioni. La filosofia in azienda è una pratica illuminante. Utile a ripensare situazioni esistenziali interne a cuori immersi in contesti lavorativi.

Grazie a questa si possono inquadrare degli obiettivi dal punto di vista del valore umano. Unico elemento che, anche se dimenticato, fornisce successo qualitativo e quantitativo a un’azienda.

La lanterna della filosofia

La filosofia per una pratica trasformativa

La lanterna della filosofia declinata nel luogo di lavoro diventa una pratica trasformativa, che vuole recuperare il valore profondo di ogni individuo.

Essa insegna a redigere obiettivi e strategie tenendo conto del fattore umano. Personalmente reputo che questo approccio debba essere attuato attraverso quattro fasi:

1. Operare scelte personalizzate

Incentrare le decisioni sul singolo, tenendo conto della sua comunità lavorativa e sociale. Così facendo la filosofia si pone come carezza d’esistenza e trasmettendo questa modalità di vita, porta a riflettere su sé stessi e sulle relazioni con gli altri.

Essere carezza d’esistenza significa proteggere e al contempo scuotere. La lanterna della filosofia è capace di far aprire gli occhi e di far cogliere i dettagli della realtà, di rendere ognuno di noi corda tesa e coraggio.

La carezza d’esistenza è un modo di vivere che porta ad avvicinarsi agli altri, sentendone la responsabilità per ritrovare la propria identità e così curarsi. Agire nel mondo per agire dentro se stessi.

In quest’ottica prendersi cura di qualcuno significa custodire cardiogrammi di esistenza e far loro luce per ricordargli la loro essenza, per essere e per agire radicalmente e consapevolmente.

Custodire e prendersi cura altro non è che percepire i battiti dei tanti cuori fuori da sé, per ricordarsi di ascoltare il grido interno dei propri cardiogrammi.

Cura significa ricordarsi di essere fatti di cuore, riuscire a esistere e agire in ogni ambito grazie alla forza della sua fragilità intrinseca.

La lanterna delle filosofia porta a ripensare la propria modalità di essere al mondo e di rapportarsi agli altri; a riflettere sulla comunità, sui ruoli e le capacità di ognuno. Soltanto nella molteplicità vi è ricchezza e possibilità di essere compiutamente.

2. La filosofia per ascoltare e osservare

Ogni individuo pretende di essere “accarezzato” e al contempo spronato a vincere le sue paure. Un manager non è tale se non è capace di essere una carezza d’esistenza per un suo collaboratore.

Così, ogni singolo lavoratore, da quello più semplice a quello con più esperienza, non è se non è capace di “curare” l’anima del suo capo.

Bisogna ricordare alle aziende che gli individui che le compongono hanno un’umanità, che ha bisogno di essere ascoltata e guardata e non di essere costretta in categorie, ruoli, competenze ed esperienze per definirne il valore.

Il suo valore deve emergere nella relazione da reinventare attraverso l’oltre. L’oltre di un nuovo punto di vista sulla realtà che, grazie alla filosofia, emerge in azienda come punto di partenza. È ciò che non si vede e che non risalta in prima istanza ciò a cui bisogna dar voce.

3. Utilizzare un approccio multifocale

La business philosophy è in grado di ampliare gli orizzonti, di interpretare ogni situazione sotto molteplici punti di vista.

Pensare non vuol dire fermarsi al “si è sempre fatto così”, o al “si deve fare così”, ma essere aperti al confronto, al miscuglio di mondi differenti che aprono la scoperta a nuovi orizzonti di altrettante miriadi di vite meravigliose.

4. Agire grazie alla filosofia

La filosofia in azienda è una prassi che conduce all’azione. Tramite questa, ogni manager, lavoratore e membro di un team acquisisce nuova consapevolezza della propria esistenza, ma soprattutto del proprio valore.

Grazie alla lanterna delle filosofia l’uomo si scopre parte fondante di una comunità. Che lo guarda e lo riguarda, lo accetta e lo ama, identico nell’umanità agli altri al di là di numeri, quantità o ruoli.

Se mi sento guardato e apprezzato come uomo nella mia forza e nella mia fragilità, allora sono capace di creare e quindi di agire (specificatamente attraverso quell’agire, che secondo Aldo Capitini, muove dall’interno).

La filosofia sul luogo di lavoro è la luce che fa delle fragilità il punto di forza di ogni individuo. Essa si serve di giochi di team e letture filosofiche che richiamano concetti quali l’identità, la relazione, il lavoro, l’azione e la responsabilità.

Giochi che scuotono le anime per farne riscoprire il valore originale. La filosofia in azienda è la luce che acceca lo sguardo, deviandolo dall’inessenziale, per tornarvi soltanto una volta consapevole dell’essenziale.

La lanterna della filosofia: catturare l’oltre

Serve a far riscoprire il pensiero, ma soprattutto a pensare diversamente: io sono perché una comunità mi costituisce, se non sono capace di guardare, quindi di accarezzare l’altro attraverso la responsabilità, non posso dirmi completo.

Ognuno è sé e l’altrui, unità e distinzione, incomparabile ma comparabile. Ognuno è sé grazie a quel soggetto diverso e lontano ma identico e vicino, perché all’interno della stessa comunità, perché occhio che scruta, sguardo che interpella e carezza che si fa legge.

La consulenza filosofica insegna a catturare l’oltre, al di là del senso comune delle parole e soprattutto degli sguardi altrui. La lanterna della filosofia in azienda ha l’obiettivo di cercare l’uomo, ritrovarlo e trasformarlo. Far sì che divenga consapevole di essere valore aggiunto e colonna portante della realtà che lo circonda, indipendentemente da numeri e quantità.

Iscriviti alla newsletter

Condividi su: