“L’utilità del fare filosofia” è l’argomento che ho trattato nella lezione inaugurale del nuovo anno accademico dell’Università della terza età (sezione Cismon Bellunese).

Il titolo che apre la lezione dice “A cosa serve la filosofia?”, questo titolo nasce dalla volontà da parte della coordinatrice di far conoscere questa disciplina al pubblico. Di spogliarla dal senso di astrattezza e dai pregiudizi negativi che si porta dietro da sempre.

Bussola e filosofia per orientarsi

Il termine “filosofia” nel linguaggio comune viene spesso usato in senso spregiativo. Pensiamo a espressioni quali “smettila di filosofeggiare” in riferimento ad una persona che sta facendo un discorso troppo ideale o poco pratico.

O “prendila con filosofia” per invitare una persona a superare un momento negativo con una certa leggerezza, potremmo tradurla con l’inglese take it easy.

Inoltre i più pensano che l’unico sbocco lavorativo per un laureato in questa materia sia l’insegnamento di “Storia e filosofia” nei licei, relegandola così in un solo ambito ben preciso.

Con questo approccio la si classifica come materia difficile, dal contenuto un po’ oscuro riservata solo a studenti e universitari.

L’originaria utilità del fare filosofia

L’utilità del fare filosofia non è spesso evidente in modo netto e immediato, ma è determinante. Originariamente la filosofia era caratterizzata da una dimensione fortemente comunitaria e veniva praticata in spazi pubblici.

Per le persone era un’opportunità di dialogo e confronto. Ci sono infatti ben note figure come quella di Socrate che interroga i suoi concittadini attorno alle questioni più salienti dell’esistenza lungo le strade di Atene e nell’agorà.

O contesti come la Scuola peripatetica fondata da Aristotele  nella quale gli allievi discutevano insieme ai loro maestri passeggiando in giardino.

Dunque la filosofia è nata, non per essere insegnata, ma per essere praticata. Il pensiero filosofico greco è nato e si è nutrito del dialogo e dal desiderio di discutere di democrazia, leggi, origine delle cose, bene e male, bello, ecc…

Due menti in contatto grazie al dialogo filosofico

Fare filosofia e saper dialogare

La filosofia ci consente di allenare la nostra mente: ci prendiamo cura del nostro corpo, rendendolo sano e allenato, ma perché non possiamo prenderci cura anche delle nostre idee?

Lavorare sulle idee rende possibile allineare il pensiero con il nostro agire quotidiano, portandoci a essere più coerenti con noi stessi e più consapevoli.

Fare filosofia è saper argomentare, individuare obiezioni e contro-obiezioni a un determinato enunciato. Trovare argomenti plausibili a sostegno della propria tesi all’interno di un discorso e saper decostruire l’argomento avverso.

Fare filosofia e saper problematizzare

Prendiamo, come esercizio, la frase “la felicità è far felici le persone a cui voglio bene”, siamo in grado di trovare cinque argomenti a favore di questa tesi e cinque a sfavore?

Saper problematizzare e avere uno sguardo critico nei confronti di una questione, distinguendone i molteplici aspetti e le numerose implicazioni.

Pensiamo a un tema attuale come quello delle fake-news, riconoscere ciò che è vero e ciò che è falso è una delle competenze di una mente elastica frutto del fare filosofia.

Questo è solo un esempio di come problematizzare non sia un puro esercizio di pensiero, ma abbia una ricaduta pratica nella nostra vita personale e sociale.

Problematizzazione con filosofia di un tema alla lavagna

Fare filosofia e confrontarsi

Il confronto sincero con l’altro mosso da curiosità, la volontà di conoscere un punto di vista diverso dal proprio e riuscire a sospendere per un attimo il proprio giudizio è un esercizio per nulla banale.

Accogliere autenticamente quanto sostenuto dall’interlocutore ed essere disposti a mettere in discussione le proprie idee è la base di un dialogo sano e proficuo.

Fare filosofia porta a discutere per amore della speculazione e non per la lotta alla vittoria. La vera vittoria nel dialogo è accrescere la conoscenza di un argomento, non affermare la propria ragione.

Fare filosofia è un’attività pratica

Si pensa sempre alle idee come astratte e inutili, perché non possono essere maneggiate, toccate o viste, ma pensandoci bene guidano i nostri comportamenti e le nostre scelte.

Pensiamo a concetti come dignità, benessere, giustizia o amicizia, quanto la nostra visione di tali temi ci condiziona quotidianamente?

Fare filosofia, in questo senso, aiuta a mantenere tonica l’elasticità della mente, come la pelle infatti anche le idee si possono indurire, perdendo così armonia con la realtà.

Vivere e fare filosofia

“Imparare a vivere filosoficamente significa riuscire a guardare la vita da diverse prospettive, sollevarsi su di essa e volare leggeri su di lei per guadarla nella sua totalità, nella sua relazione con altre vite, significa darsi altre e differenti priorità, aprire lo sguardo e sollevare la testa per giungere nel tempo a cercare, trovare e poi percorrere un’altra strada, anziché intestardirsi su una strada senza uscita, se non quella della lamentazione e della frustrazione.”

Laura Campanello, Leggerezza.

Donna che medita facendo filosofia

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