Il termine promessa deriva dal latino promissa, il quale deriva a sua volta dal verbo pro-mittere letteralmente “mandare avanti” “mettere in vista” nel senso di assicurare, dare la parola.

Quindi la promessa viene posta in primo piano, una priorità nei confronti della persona con cui ci si impegna.

Dalla promessa di matrimonio, al voto religioso, dalla terra promessa alla promessa elettorale, l’impegno che ci si prende con l’altro deve essere mantenuto, e nel momento in cui viene disatteso si crea una situazione dove, non sussiste solo una “mancanza” in quanto tale, ma subentra un sentimento di sfiducia nei confronti dell’altro che esula dall’evento stesso della promessa disattesa.

promessa

Questo risulta, forse, più evidente in ambito politico.

Spesso le promesse elettorali vengono eluse e questo, oltre a provocare una disaffezione del cittadino nei confronti della politica stessa, induce ad una sorta di generale apatia nei confronti di tutto ciò che è istituzionale e, una mancanza di fiducia verso l’altro che conduce alla diffidenza e all’isolamento.
La promessa è una componente importante nelle relazioni personali e istituzionali, tanto che, persino Kant, ha affrontato la tematica ritenendo che le promesse debbano essere sempre mantenute.
Altri filosofi, al contrario, come Iain King, hanno tentato di spiegare che le promesse vanno mantenute a meno che non vi siano situazioni in cui mancare la promessa sia più opportuno che mantenerla.

Comunque la si pensi, la promessa è qualcosa che non può essere considerata superficiale e che necessita, come altri termini di essere ripresa rispetto al proprio significato profondo.

Ma questo potrebbe condurre la politica a perdere una delle componenti essenziali per la sua sussistenza?
La politica senza la promessa può ancora definirsi tale?

Film consigliato: La promessa, anno 2001, regista Sean Penn.

Libro consigliato:Peter Gomez e Marco TravaglioLe mille balle blu, Milano, 2006

 

Condividi su: