Durante l’adolescenza può capitare di vivere delle relazioni a volte negative, basate sulla prevaricazione.
Essere vittima di prepotenza da parte dei compagni a scuola è una minaccia ad un sano sviluppo di numerosi bambini e giovani in tutto il mondo.

Il bullismo è un comportamento intenzionale indirizzato ripetutamente ad uno stesso individuo e si differenzia dai conflitti occasionali perché avviene tra ragazzi o ragazze disuguali per forza fisica, potere o status sociale.

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Durante gli anni di scuola quando succedono episodi di bullismo gli studenti vittime soffrono spesso di ansia, depressione e solitudine e alcuni effetti perdurano fino all’età adulta.

Per le vittime l’esperienza più dolorosa non sta solo negli attacchi di uno o due compagni, ma nella percezione che l’intero gruppo sia contro di loro.
I compagni di classe, spesso, non sono disposti a mettersi dalla parte del compagno vittimizzato.
Anche se la maggior parte dei ragazzi pensa che il bullismo sia riprovevole, raramente esprime una ferma condanna in pubblico.

Il modo in cui gli spettatori, che non sono né i bulli né le vittime, reagiscono quando sono testimoni di un episodio di bullismo è fondamentale per la continuazione o l’interruzione del problema.

La rabbia nell’ adolescenza

Negli adolescenti la rabbia è un’emozione diffusissima e può derivare dal fatto che il loro ruolo nel processo decisionale non è riconosciuto appieno e il senso del valore del proprio sé non è ancora stabile.

Il desiderio di autonomia si affaccia per la prima volta e l’adolescente prova nuove sensazioni verso i genitori e gli adulti in generale che derivano dall’impossibilità di essere padroni delle proprie scelte nel momento in cui ci si sente via via più sicuri di sé.

Una delle principali caratteristiche della rabbia è che si scatena quando si attribuisce la causa di un proprio disagio ad altri: è per queste ragioni che un adolescente è più soggetto ad arrabbiarsi di un adulto, rifiuta di assumersi la responsabilità di quello che ha fatto e la scarica sugli altri.

Anche nel bullismo è possibile ritrovare un’emozione come la rabbia che può riguardare coloro che sono coinvolti nella relazione conflittuale: il bullo ad esempio è una persona facile alla collera ed è convinto della necessità di reagire a gesti degli altri che percepisce sempre come un’offesa.

Chi compie atti di bullismo ha l’abitudine alla violenza e a non rispettare le regole, crede che la furbizia e l’imposizione della propria forza siano sempre vincenti sul rispetto degli altri e sull’onestà.
Con il tempo ci si abitua al ricorso alla violenza e a mettere a tacere la propria empatia di fronte al dolore degli altri.

Anche la vittima accumula rabbia, quello stesso stato d’animo che abbiamo visto essere alla base dell’azione dei bulli e non è raro che un bullo sia stato precedentemente una vittima a sua volta e che sfoghi la rabbia accanendosi su altri.

Cosa può fare la filosofia?

Gli studenti sono adolescenti che si dibattono fra gli interrogativi, i problemi, i disagi di tutti gli altri esseri umani.

L’utilizzo della filosofia a scuola può esercitare una funzione maieutica, facendo nascere una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie domande, inquietudini, mancanze e dei propri errori.

Camminare, correre, volare“: il laboratorio

Ecco due strumenti da poter utilizzare nella scuola secondaria di primo grado.

Camminare correre volare è un libro scritto da Sabrina Rondinelli che racconta una storia di bullismo al femminile. La scrittrice con un linguaggio semplice ma preciso mette in evidenza i sentimenti dei personaggi coinvolti.

“Non doveva succedere. Non voleva che succedesse. Asja vorrebbe svegliarsi e scoprire che è stato solo un incubo. Guarda fuori dalla finestra. La neve si è trasformata in ghiaccio scivoloso, viscido, traditore. Non voleva arrivare a tanto. Vorrebbe gridarlo, ma la voce rimane sepolta nel petto.
Sono uscite da scuola, Maria indossava quello stupido cappello fatto a mano da sua madre, di quello stupido colore. Lei gliel’ha strappato dalla testa, così per gioco, voleva soltanto divertirsi un po’.”
da S. Rondinelli, Camminare correre volare

Asja, ha quattordici anni, l’aria spavalda e gli occhi inquieti. Vive in un quartiere popolare con una madre sempre depressa. Non mostra volontà di studiare, capeggia un gruppo di compagne, insieme alle quali si accanisce su Maria, una compagna, troppo studiosa e troppo per bene.

Per il laboratorio è opportuno scegliere alcune pagine del libro da leggere in classe che permettano ai ragazzi di:

  • Individuare dove e quando avvengono gli atti di bullismo e quali sono.
  • Capire attraverso il testo la differenza tra un litigio e un atto di bullismo.
  • Ritrovare nel testo le frasi che indicano stati d’animo come offesa, disprezzo, dolore.
  • Capire il significato della parola connivenza e del ruolo degli spettatori.

Alla comprensione del testo segue una riflessione filosofica sul problema che ha lo scopo di lavorare sulla definizione condivisa di alcuni termini e contribuire a sviluppare nei ragazzi il pensiero critico e la costruzione della propria personale visione del mondo.
In questo caso si può utilizzare il dialogo socratico allo scopo di dare una definizione condivisa sulla parola rispetto.

Un altro strumento può aiutare l’insegnante a gestire le reazioni alla rabbia. Si può preparare con gli alunni un decalogo da scrivere su un cartellone e da appendere in classe che può contenere questi suggerimenti da mettere in pratica quando ci si sente arrabbiati:

1. Riflettere.
2. Spiegare con calma le proprie ragioni.
3. Sfogarsi attraverso il corpo (camminare, correre, fare esercizi).
4. Prima pensare poi parlare.
5. Cercare soluzioni alternative.
6. Parlare usando il pronome io (utilizzando il messaggio IO).
7. Usare l’umorismo
8. Chiedere aiuto

Vicino al cartellone si può posizionare una scatola della rabbia nella quale “andare a depositare” simbolicamente oppure scrivendole in un foglio di carta, le emozioni che potrebbero causare reazioni eccessive.

Queste risorse aiutano a curare e placare la propria rabbia, ad esplorare dentro se stessi e avviare un sano processo di crescita.

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