Un ritorno a scuola più che particolare. Settembre è stato il mese in cui ho finalmente incontrato i miei alunni di terza media.

I ragazzi non entravano in aula da sei mesi, li ho trovati sorprendentemente cresciuti. Fisicamente più controllati nel manifestare i loro stati d’animo ed emotivamente più maturi.

Hanno seguito le regole, sono entrati in ordine e nelle situazioni di movimento hanno utilizzato la mascherina.

Bambina con mascherina personalizzata per il rientro a scuola

Il rientro in aula

I collaboratori scolastici li hanno accolti nei diversi ingressi dell’istituto e indicato loro i percorsi da seguire per raggiungere le varie aule.

Entrati in aula i ragazzi hanno subito notato i banchi diversi e le tracce della loro ultima presenza li.

Abbiamo parlato del rientro a scuola e di cosa significava per loro. Del tempo trascorso e del tempo presente…

Del tempo di ognuno di loro, di ognuno di noi, che diventerà il tempo della pandemia da Covid-19. Destinato a segnare i libri di storia.

“Sembra un mese fa e invece ne sono passati già sei!”

Afferma un alunno, mostrando chiaramente l’aspetto surreale di questo tempo.

Quello di quest’anno è stato un rientro a scuola fatto di domande, desideri, preoccupazioni personali e collettive.

Ragazza rientrata a scuola che fa merenda

Primo mese di scuola e DAD

In questo primo mese di scuola abbiamo parlato dell’esperienza della didattica a distanza e ho proposto alla classe un laboratorio.

Alcuni avevano difficoltà a raccontare in prima persona ciò che avevano vissuto.

Quindi abbiamo costruito l’identikit dello studente a distanza, uno che li rappresentasse tutti.

Chi è lo studente a distanza?

Ho chiesto loro di elencarne le caratteristiche e senza esitare hanno dato vita a uno studente connesso, spaventato, un po’ addormentato ma anche socievole.

Le parole che più hanno trovato consenso sono state:

  • Deconcentrato.
  • Disorientato.
  • Nervoso.
  • Confuso.
  • Triste.
  • Indaffarato.
  • Stanco.
  • Annoiato.
  • Stressato.
  • Timido.
  • Maturo.
  • Divertito.

Lo hanno descritto in uno di quei giorni della primavera scorsa.

Con gli orari più o meno regolari, la frequenza delle lezioni poco costante, le distrazioni e il telefonino sempre a portata di mano.

Il senso di solitudine e la tristezza per la lontananza dai compagni hanno caratterizzato un po’ le parole di tutti.

Per molti il modo di affrontare tutto ciò è stato passare del tempo davanti alla tv o a giocare con i videogiochi.

Il risultato è stato quindi un adolescente un po’ contraddittorio, nel quale però tutti si sono ritrovati.

I ragazzi si sono ascoltati e guidati a evitare commenti o giudizi. Ma in questa fase l’importante è stato potersi raccontare.

Anche se attraverso un personaggio immaginario, riuscire a verbalizzare quello che hanno vissuto è stato sicuramente uno sfogo utile.

Bambina in didattica a distanza con il pc

Rientro a scuola e progetti futuri

In questo primo mese di scuola ho percepito che i ragazzi non avevano voglia di pensare al passato.

Quindi ho strutturato le attività del primo quadrimestre come un percorso di orientamento, chiamato “Conoscersi per un orientamento efficace”.

Il focus di questo rientro a scuola è stato quindi approfondire la conoscenza di sé già iniziata nel primo anno della scuola media.

Uno dei temi più importanti che gli alunni di terza si ritrovano ad affrontare è la scelta delle superiori.

L’idea di questo percorso nasce da un bisogno espresso dalla maggior parte di loro.

Già dai primi giorni di scuola infatti molti alunni dichiarano apertamente di non sapere “dove andare” e quale sia la scuola più adatta a loro.

Conoscersi – orientamento efficace

Il percorso di orientamento è suddiviso in tre momenti:

  • Il primo, sviluppato da settembre ad oggi, ha visto come tema protagonista la capacità di analizzare successi o insuccessi scolastici.
  • Il secondo ci porterà a parlare delle singole aspirazioni dei ragazzi.
  • Il momento finale ci servirà per affrontare il tema della giustizia nell’adolescenza e tirare le somme sul percorso fatto. In questa difficile opera ci aiuterà lo studio del romanzo di formazione genere letterario cui il protagonista racconta il suo percorso verso l’età adulta.

Successi e insuccessi

Per continuare il percorso di conoscenza di se stessi iniziato in prima media li ho invitati a costruire una semplice tabella per ogni materia.

Lo scopo è colorare ed evidenziare punti di forza e debolezza. Colorate le varie tabelle ne abbiamo condiviso e commentato i risultati.

Lumachine in vetta al successo sulla linea del traguardo

Per incentivare l’inizio di un dialogo ho posto alcune domande:

“preferisci le materie umanistiche o scientifiche?”

“ti piacciono le parole o i numeri?”

In modo operativo hanno diviso un foglio in due colonne.

In una hanno scritto tutte le professioni che, secondo loro, richiedono principalmente competenze linguistiche e comunicative.

Nell’altra le professioni fondate soprattutto su competenze logico-matematiche.

Durante la stesura hanno avuto molte incertezze, quindi ci siamo confrontati insieme sulle professioni che hanno trovato interessanti.

A questo punto abbiamo affrontato le differenze tra licei, istituiti tecnici e professionali. Argomento molto utile per comprendere la struttura del nostro sistema scolastico.

Con il mese di novembre siamo entrati nel secondo step del percorso cominciando a trattare le aspirazioni personali.

Nonostante il periodo di incertezza, andiamo avanti e lavoriamo, sperando di poter continuare a fare l’unica vera scuola, quella in presenza.

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