Non sono più quella di ieri,

non so come sarò domani.

Ma posso dirti come sono oggi,

con i miei ieri.

Alda Merini

Il caffè filosofico presso il bar “Dolce&Caffè” all’interno del centro di salute mentale è ormai diventato un appuntamento mensile stabile; molti sono gli ospiti che vi partecipano con entusiasmo e molte sono le persone che si fermano ad ascoltare mentre si gustano un caffè.

Questa volta abbiamo discusso riguardo al tempo, ovviamente non quello meteorologico bensì quello che scandisce le nostre vite, quello a cui anche Agostino faceva riferimento quando si chiedeva “Che cos’è dunque il tempo? Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarglielo, non lo so.” (tratto da Confessioni).

Dopo la lettura di un racconto di Bruno Tognolini (potete trovarlo qui), in cui l’autore in modo scherzoso e ironico affronta il tema dell’ora della morte e di come ognuno possa trovare un senso al proprio tempo, ci siamo chiesti quanti tipi di tempo esistano in realtà:

il tempo lineare, ovvero quello scandito dalle lancette dell’orologio che segnano il susseguirsi dei secondi, dei minuti e delle ore;

il tempo ciclico, che è quello proprio della natura che vede ripetersi in modo sempre uguale il ritmo delle stagioni;

il tempo progettuale, che apre l’orizzonte del futuro davanti all’uomo perchè è il tempo dei progetti che ci proponiamo di raggiungere e  attorno i quali facciamo girare la nostra vita, che acquista un senso proprio grazie a questo slancio vitale;

il tempo personale, scandito dal passato, dal presente e dal futuro; tre dimensioni che non hanno durata per tutti uguali ma variano in base a come ognuno di noi le vive.

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Come percepiamo il tempo e il passato, il presente, il futuro?

“Dipende dallo stato d’animo di una persona e se ha delle attività da svolgere, perchè ci sono giorni che il tempo passa in un lampo e giorni, invece, che le ore ti sembrano eterne.” (Emma)

Io mi sento talmente bene adesso che il passato non mi interessa più e dal momento che il futuro mi è ignoto cerco di gustarmi l’attimo che sto vivendo.” (Giulio)

“Il segreto per poter apprezzare al meglio il tempo che passa inesorabile è riuscire a dargli un senso, trovando l’attività che più esprime ciò che tu sei.” (Lella)

“Per me il presente è fare i conti con il passato che riaffiora sempre.” (Michela)

Il significato che ciascuno di noi dà al tempo, quindi, è davvero molto personale e dipende dagli eventi autobiografici che hanno dato ritmo alla nostra esistenza; ecco alcune parole che abbiamo collegato al passato, presente , futuro e che ci hanno fatto da guida nella nostra discussione: il passato è il tempo della memoria, del rimorso, del ricordo, del rimpianto, dell nostalgia; il futuro è il tempo dell’attesa, del progetto, della speranza, del desiderio, della paura; infine il presente è il tempo della possibilità, della scelta, della resa dei conti.

Ci siamo lasciati con un’ultima domanda: il tempo è una trappola o un’opportunità?

Il tempo è la sostanza di cui sono fatto.

Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume;

è una tigre che mi divora, ma io sono la tigre;

è un fuoco che mi consuma, ma io sono il fuoco.

J.L. Borges

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