Pubblicato il: 25 Febbraio 2014 | Ultima modifica: 18 Agosto 2025
Questo laboratorio si è posto l’obiettivo di avviare i bambini di dieci anni a un percorso di riflessione filosofica sul tema dell’identità e della conoscenza di sé.
L’identità è intesa come un costrutto dinamico, in continua evoluzione, il cui sviluppo si realizza attraverso un lavoro costante di osservazione, introspezione e interazione con gli altri. In questo contesto, le relazioni con amici, compagni di classe e adulti significativi rivestono un ruolo centrale, poiché possono suscitare emozioni complesse come paura, timidezza, fiducia e apertura.

Contesto storico e stimolo iniziale
Per introdurre il tema della conoscenza di sé, è stata proposta ai bambini una narrazione storica e filosofica: “Delfi, città dell’antica Grecia, posta ai piedi del Monte Parnaso. La città era nota per le Olimpiadi sportive, musicali e poetiche, nonché per il Tempio di Apollo, considerato il centro spirituale del mondo antico. All’ingresso del Tempio era incisa la celebre frase “ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ” (“Conosci te stesso”), esortazione che Socrate, filosofo ateniese, fece propria dedicando la vita alla comprensione del significato profondo di questa massima.”
L’obiettivo della narrazione era stimolare nei bambini curiosità, riflessione e domande sulla propria identità e sulle modalità con cui si può conoscere sé stessi.
Metodologia
Il laboratorio ha previsto un approccio partecipativo e dialogico, alternando momenti di narrazione, riflessione individuale e confronto collettivo.
I bambini sono stati invitati a raccontare esperienze personali in cui si sono confrontati con emozioni, paure, capacità e limiti, sia in contesti individuali sia relazionali. L’osservazione condivisa ha permesso di evidenziare come la consapevolezza di sé emerga dall’interazione con gli altri e dal contatto con le proprie emozioni e reazioni personali.
Osservazioni e riflessioni dei partecipanti
Durante il laboratorio, i bambini hanno riportato esperienze significative che hanno permesso di rilevare diversi aspetti dell’identità e della conoscenza di sé:
- Maria e Claudio hanno osservato come lo sport e le attività nuove li abbiano aiutati a riconoscere la propria paura.
- Tommaso ha sottolineato la propria timidezza nelle interazioni con persone sconosciute.
- Lidia ha notato che il confronto con coetanei più grandi evidenziava un certo imbarazzo e timidezza.
- Angela ha sperimentato entusiasmo e apertura nella possibilità di fare nuove amicizie, partecipando a un corso di danza.
- Alberto e Luca hanno condiviso la consapevolezza di essere a volte permalosi nelle relazioni di gruppo.
- Michele ha evidenziato il proprio carattere allegro e la gioia di giocare e stare con gli amici.
- Anna ha rilevato come la timidezza iniziale emerga soprattutto con persone poco conosciute, pur mantenendo un carattere socievole e allegro.
Sintesi dei risultati
Dall’analisi delle osservazioni, è emerso che la conoscenza di sé implica:
- Il riconoscimento dei propri limiti e delle proprie capacità.
- La consapevolezza dei propri pregi e difetti, sia attraverso il confronto con gli altri sia in momenti di riflessione individuale.
- L’identificazione delle emozioni che accompagnano le interazioni sociali, incluse paura, timidezza, fiducia e apertura.
- La comprensione del proprio aspetto esteriore e del modo in cui ci si presenta al mondo.
Conclusione
Il laboratorio ha dimostrato che percorsi filosofici condotti con i bambini favoriscono lo sviluppo di una consapevolezza iniziale dell’identità personale.
La combinazione di narrazione storica, dialogo collettivo e riflessione individuale si è rivelata efficace per stimolare l’osservazione di sé e delle proprie relazioni. La conoscenza di sé, come indicava Socrate, si configura come un processo continuo, influenzato dal confronto con gli altri e dall’esperienza diretta, capace di promuovere fiducia, apertura e consapevolezza emotiva.




