Pubblicato il: 17 Settembre 2015 | Ultima modifica: 14 Agosto 2025
A, B, C, D, E, F… ed eccoci finalmente alla lettera G, che nel nostro alfabeto della salute mentale si veste di due parole luminose: gentilezza e gioia.
Federica ci parla di gentilezza come di un atteggiamento discreto e delicato, da coltivare innanzitutto verso se stessi. In tempi frenetici come i nostri, questo gesto semplice diventa quasi rivoluzionario: imparare ad ascoltarsi, a trattarsi con rispetto e benevolenza, significa anche aprirsi agli altri con autenticità, creando connessioni più profonde e sincere.
Paola Nardon, psicologa e psicoterapeuta presso il Centro di Salute Mentale di Trento, ha invece scelto la parola gioia. Il suo intervento ci ricorda che questo sentimento prezioso può rinascere anche nei momenti più difficili. In chi attraversa la sofferenza, la gioia diventa riscoperta di possibilità inaspettate, la prova che, nonostante tutto, dentro ognuno di noi resta uno spazio vivo pronto ad aprirsi alla speranza e al cambiamento.
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