Il valore dell’Amicizia

 

Pubblicato il: 18 Gennaio 2014 | Ultima modifica: 18 Agosto 2025


Nel laboratorio di discussione filosofica presso il CSM, nell’incontro precedente avevamo iniziato il percorso a partire da una domanda: “Che cosa deve fare un amico per rendermi felice?” Oggi abbiamo ripreso il dialogo concentrandoci sulla natura dell’amicizia, guidati dalle parole di Nietzsche ne La Gaia Scienza:

“Eravamo amici e ci siamo diventati estranei. Ma è giusto così e non vogliamo dissimularci e mettere in ombra questo come se dovessimo vergognarcene. Noi siamo due navi, ognuna delle quali ha la sua meta e la sua rotta; possiamo benissimo incrociarci e celebrare una festa tra noi, – come abbiamo fatto – allora i due bravi vascelli se ne stavano così placidamente all’ àncora in uno stesso porto e sotto uno stesso sole che avevano tutta l’aria di essere già alla meta, una meta che era stata la stessa per tutti e due. Ma proprio allora l’onnipossente violenza del nostro compito ci spinse di nuovo l’uno lontano dall’altro, in diversi mari e zone di sole e forse non ci rivedremo mai – forse potrà darsi che ci si veda, ma senza riconoscersi: i diversi mari e i soli ci hanno mutati […] Appunto per questo il pensiero della nostra trascorsa amicizia deve diventarci più sacro! […] E così vogliamo credere alla nostra amicizia stellare, anche se dovessimo essere terrestri nemici l’un l’altro.”

Queste parole hanno stimolato la riflessione dei partecipanti, che hanno condiviso le proprie esperienze personali. È emerso come spesso si perda un’amicizia non per conflitti, ma semplicemente perché le strade della vita prendono direzioni diverse. In altri casi, invece, la separazione nasce da incomprensioni o torti subiti, che rendono difficile mantenere un ricordo positivo.

Si è discusso di come l’amicizia nasca spontaneamente, ma richieda attenzione e cura costante. Il dialogo emerge come elemento centrale del legame: non si tratta solo di ascoltare o dare consigli, ma di partecipare emotivamente alle esperienze dell’altro, condividendo interessi, passioni e persino nuove attività che prima non si conoscevano. L’amicizia, insomma, si costruisce anche attraverso la scoperta reciproca e l’apertura alle novità.

Come sottolinea Eugenio Borgna nel libro Le intermittenze del cuore:

“L’amicizia non è se non una delle possibili condizioni umane nella quale la diversità è continuamente superata in una reciprocità fatta di ascolto e di partecipazione. Si è, di volta in volta, aiutati, quando si sta scendendo lungo la china del dolore e della tristezza, e si è di aiuto all’altra persona, alle altre persone, quando sono queste ad essere sfinite dalla vita e ad essere bisognose di ascolto, e di incoraggiamento; di comprensione e di vicinanza.[…] L’amicizia, come ogni cosa essenziale della vita, può essere solo donata; ma, quando essa rinasce fra noi, ci trasforma nei nostri orizzonti emozionali e vitali, e fa sgorgare in ciascuno di noi la speranza: come arcobaleno che annuncia la scomparsa delle nubi e della oscurità.”

Dal laboratorio è emerso che l’amicizia richiede gratuità: aiutare un amico senza aspettarsi nulla in cambio. È anche legata al benessere personale: chi non sta bene con sé stesso tende a chiudersi e a non accogliere gli altri. I partecipanti hanno raccontato come il sentirsi importanti per un amico, sapere che quel legame è prezioso e necessario, rappresenti una fonte di sicurezza e gratitudine.

Si è poi riflettuto sul momento in cui nasce l’amicizia: spesso scatta come una scintilla, un legame quasi istintivo che si rafforza nella condivisione e nella complicità, soprattutto nelle difficoltà. In queste situazioni, l’amico non solo offre sostegno pratico, ma sa anche come far sentire l’altro al sicuro, creando un’intesa emotiva profonda.

Infine, il gruppo ha affrontato il tema del perdono: la possibilità di superare un torto dipende dalla consapevolezza e dal riconoscimento dell’errore. E, come ricordato chiudendo l’incontro con un passo di Epicuro, ciò che conta nell’amicizia non è tanto l’aiuto effettivo, quanto la fiducia che esso sarebbe dato se necessario.

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