Pubblicato il: 2 Marzo 2019 | Ultima modifica: 9 Agosto 2025
L’immortalità: il sogno di sopravvivere all’infinito, senza affrontare la morte o addirittura superandola.
Essere immortali significherebbe vivere ogni esperienza senza il timore della fine, liberi dalla paura che accompagna ogni vita mortale.
Ma davvero chiunque accetterebbe senza esitazioni un simile dono?

Un’idea che attraversa i secoli
Fin dall’antichità, l’uomo ha riflettuto sulla morte del corpo e sulla possibilità che l’esistenza possa proseguire oltre di essa.
Poiché non si poteva negare la fine fisica dell’individuo, si iniziò a immaginare una realtà ulteriore in cui l’anima potesse godere del privilegio dell’eternità.
Questa ipotesi — l’anima che sopravvive al corpo — ha ispirato filosofi, poeti, scienziati e scrittori, diventando un tema centrale del pensiero occidentale. Non solo la filosofia, ma anche la letteratura, hanno esplorato il fascino e i dilemmi dell’immortalità.
L’immortalità nella filosofia
Platone: l’anima oltre il corpo
I primi tentativi di dimostrazione filosofica rigorosa dell’immortalità risalgono a Platone, che affronta l’argomento in più dialoghi.
Per lui, l’anima non è materiale e per questo può contemplare il mondo delle Idee. Esisteva già prima di incarnarsi in un corpo, e la dottrina della reminiscenza testimonia questo legame profondo: l’anima, da sola, è più libera di cercare la verità, mentre il corpo è spesso un ostacolo.
Kant: un atto di fede razionale
Molti secoli dopo, Immanuel Kant offrì una prospettiva diversa. Dal punto di vista della ragione pura, considerava insolubile la questione dell’immortalità, così come tutti i problemi metafisici che riguardano la “cosa in sé”, inaccessibile alla conoscenza umana.
Nella Critica della ragion pratica (1788) Kant afferma che l’immortalità deve essere postulata dalla ragione pratica: senza di essa, sarebbe inconcepibile un progresso morale infinito, scopo ultimo dell’agire umano.
Poiché la perfezione morale non è raggiungibile in un tempo finito, l’anima deve avere davanti a sé un tempo indefinito. L’immortalità diventa così un atto di fede razionale.
L’immortalità nella letteratura
Foscolo e il ricordo oltre la morte
In Italia Ugo Foscolo affronta il tema nel carme Dei sepolcri, un testo in cui la riflessione filosofica si intreccia alla politica.
All’inizio, Foscolo parte da una visione materialistica: la morte è distruzione totale dell’individuo, e non lascia alcuna sopravvivenza. Questa posizione, amara e disillusa, si fonda sul pensiero illuminista.
Tuttavia il poeta supera questo materialismo non attraverso nuovi principi filosofici, ma grazie alla potenza delle illusioni. L’immortalità, per lui, è una forma di sopravvivenza: la tomba custodisce il ricordo e mantiene vivo il legame affettivo con i vivi.
E se anche le tombe sono destinate a scomparire, la poesia diventa il vero strumento eternatore, capace di sottrarre l’uomo all’oblio.
Pavese e il tempo umano
Un’altra opera significativa è I dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, in particolare il dialogo L’isola tra Odisseo e la ninfa Calipso.
Calipso offre a Odisseo l’immortalità, mostrandogli la bellezza di una vita eterna sull’isola di Ogigia. Ma lui rifiuta: desidera tornare a casa, agli affetti e alla sua condizione umana.
Calipso vive senza tempo, accettando l’istante. Odisseo, invece, dà valore al tempo proprio perché ha un domani, perché ogni momento porta con sé speranze ed emozioni.
Rinunciare alla morte significherebbe perdere la propria identità di uomo, diventare statico e distante dall’umanità. Con consapevolezza, Odisseo sceglie la finitezza.
I limiti del desiderio di eternità
L’idea di essere invincibili seduce, ma porta con sé ombre. Chi fosse immortale dovrebbe assistere alla morte di tutti i propri cari, più volte, e potrebbe cadere nella tentazione di sprecare il tempo, convinto di averne all’infinito.
Alla fine, la domanda cruciale non è “quanto vivere?”, ma “come vivere?”.
Meglio una vita finita ma intensa, o un’esistenza infinita e svuotata di senso? Forse il vero pericolo non è la morte, ma il rischio di non vivere davvero.
📌 Per approfondire
Se questo argomento ti incuriosisce, puoi leggere anche il mio articolo “Laboratorio sull’immortalità” su un laboratorio filosofico dedicato al tema dell’immortalità, svolto in una classe di terza media a partire dal film Tuck Everlasting – Vivere per sempre.




