Pubblicato il: 19 Marzo 2019 | Ultima modifica: 9 Agosto 2025
Qualche tempo fa, con una classe di terza media, ho affrontato un tema tanto affascinante quanto complesso: l’immortalità.
L’obiettivo era stimolare la riflessione e offrire ai ragazzi l’occasione di avvicinarsi a questioni profonde come la morte, il senso della vita e lo scorrere del tempo.
Per introdurre la discussione, ho scelto di partire dalla visione di un film.

Il film: Tuck Everlasting – Vivere per sempre
Il film, tratto dal libro La fonte magica di Natalie Babbitt, affronta il tema dell’immortalità con delicatezza e un tocco di magia, ricordando che non si può avere la vita senza la morte. Ciò che all’inizio appare come un privilegio si rivela, in realtà, una condanna.
La storia segue Winnie, un’adolescente solitaria e in conflitto con la madre, che un giorno scappa di casa e vive un’avventura inaspettata.
Incontra Jesse, un ragazzo gentile e sensibile, e conosce la famiglia Tuck, che la accoglie nella propria casa. Ben presto, Winnie scopre il loro segreto: anni prima hanno bevuto l’acqua di una fonte magica e sono diventati immortali.
Quella che sembra una fortuna si è trasformata, per loro, in una vita di continue fughe.
Tecniche utilizzate in classe
Dopo la visione, ho diviso i ragazzi in gruppi e ho consegnato loro un foglio con alcune frasi significative del film.
Tra queste, una riflessione di Angus Tuck, il capofamiglia, che spiega a Winnie i vantaggi e gli svantaggi dell’essere immortali:
Guardati intorno la natura brulica di vita.
Ci sono i fiori, gli alberi e le rane, tutto fa parte della ruota, continua a cambiare, continua a crescere come te Winnie. La tua vita non è mai la stessa.
Un tempo sei stata bambina, adesso stai per diventare una donna, un giorno sarai un’adulta, farai qualcosa di importante, avrai dei figli forse e poi un giorno ti spegnerai inevitabilmente come la fiamma di una candela, farai spazio a una nuova vita…è così che funziona la natura.
E poi ci siamo noi…quella di noi Tuck non si può chiamare vita, noi esistiamo, siamo come le rocce immobili sulla riva di un ruscello.
Winnie, tu vuoi davvero rimanere così come sei adesso, per sempre?
Nessuno vuole morire, ma morire fa parte della ruota. E’ come nascere, non puoi vivere senza morire. Non devi aver paura della morte Winnie, devi aver paura di una vita non vissuta.”
Le domande dei ragazzi
Ho chiesto agli studenti di porsi domande sul film, senza pensare subito alle risposte e senza giudicare le proprie riflessioni.
Tra gli interrogativi più frequenti:
- Esiste davvero una fonte simile?
- Cosa contiene l’acqua? Da quanto tempo esiste?
- Cosa vuole trasmettere Angus Tuck a Winnie con le sue parole?
- Perché i Tuck dicono che la vita li ha messi da parte?
- E soprattutto: noi cosa avremmo fatto al posto di Winnie? Avremmo accettato o rifiutato la vita eterna?
Il gioco di ruolo
Abbiamo raggruppato e riformulato le domande simili, poi ho proposto un gioco di ruolo: a turno, i ragazzi si sono messi nei panni di Winnie, di Angus Tuck e degli altri personaggi.
Due studenti hanno svolto il ruolo di osservatori, fornendo poi un feedback basato solo su ciò che avevano visto o sentito, senza interpretazioni.
Durante il laboratorio, ho aiutato i ragazzi a chiarire concetti confusi, a riformulare pensieri e a interrogarsi su come fossero arrivati a certe conclusioni.
Un viaggio filosofico
L’esperienza si è conclusa con un tema scritto, in cui ogni studente ha raccontato le emozioni provate e le riflessioni emerse.
È stato un breve, ma intenso viaggio filosofico, che ha spinto i ragazzi a interrogarsi sulla vita e sul suo senso, lasciando aperte domande importanti e stimolanti.



