Mi ritorni in mente. Le parole che ci abitano

 

Pubblicato il: 8 Aprile 2015 | Ultima modifica: 15 Agosto 2025


L’idea che anima il progetto Mi ritorni in mente nasce da una riflessione semplice ma radicale: il linguaggio che usiamo per parlare degli altri, soprattutto di chi vive situazioni di disagio psichico, non è mai neutro. Le parole che scegliamo raccontano molto di più di ciò che crediamo: rivelano il nostro modo di pensare, di immaginare e perfino di temere ciò che ci appare diverso o ci mette a disagio.

Nel linguaggio quotidiano è ancora comune sentire espressioni come “malato psichico”, “schizofrenico” o “depresso”. Sono etichette che, pur rispondendo al nostro bisogno di semplificare la realtà e di sentirci al sicuro, rischiano di ridurre la persona al suo disturbo.

La psicologia e la psichiatria moderne ci ricordano che nessuno coincide con la diagnosi che riceve: un disturbo non definisce l’essere umano nella sua totalità. Il nostro vocabolario spesso tradisce una visione parziale, che appiattisce la complessità delle vite reali.

A questo si aggiunge un pregiudizio duro a morire: chi soffre di disturbi psichici viene frequentemente associato a un’idea di pericolo. È il riflesso di una paura antica, alimentata anche dal linguaggio giornalistico e comune, quando si sente dire “solo un folle può compiere un gesto così crudele” oppure “ha commesso questo reato perché ha problemi psichici”. Espressioni come queste non solo deformano la realtà, ma contribuiscono a creare distanza, alimentando stigma e isolamento.

Un nuovo vocabolario per immaginare un mondo diverso

Mi ritorni in mente nasce proprio per contrastare questa visione. Il progetto si propone di divulgare un lessico nuovo: non più parole che incutono timore o trasmettono giudizio, ma parole capaci di raccontare la persona prima del disturbo, la sua storia, le sue risorse, la sua umanità. In altre parole: #parolenonetichette.

Il cuore del progetto è una serie di video, uno per ogni lettera dell’alfabeto. In ciascun episodio vengono presentate due parole:

  • una scelta da chi ha vissuto o vive in prima persona un disturbo psichico,
  • una proposta da operatori e psichiatri, che raccontano il loro punto di vista professionale e umano.

Le parole degli utenti sono nate all’interno di un laboratorio di discussione filosofica che si svolge settimanalmente presso il Centro di Salute Mentale di Trento. In questo contesto, i partecipanti hanno potuto confrontarsi, scegliere liberamente i termini che sentivano più vicini alla propria esperienza e approfondirne il significato unendo memoria personale e riflessione teorica.

Le parole degli operatori, invece, restituiscono l’altra faccia di questo dialogo: mostrano come medici, infermieri e psicologi si avvicinano ogni giorno alle persone, quale significato attribuiscono al loro lavoro e come interpretano la relazione di cura.

Il potere trasformativo delle parole

Scegliere parole nuove significa aprire orizzonti nuovi. La parola non è soltanto un segno che definisce qualcosa: è una finestra sull’immaginario, un invito ad agire, a relazionarsi in un certo modo piuttosto che in un altro. Cambiare linguaggio non è un esercizio astratto: significa cambiare sguardo, cambiare atteggiamento, cambiare mondo.

La filosofia ci insegna che il linguaggio non descrive soltanto la realtà, ma la plasma. La psicologia conferma che le parole influenzano la percezione di sé e degli altri: essere chiamati “malati” o “disturbati” lascia ferite invisibili, mentre sentirsi riconosciuti come persone — prima ancora che come pazienti — favorisce la dignità, l’autostima e perfino i percorsi di cura.

Mi ritorni in mente invita tutti noi a una piccola rivoluzione: sostituire etichette rigide con parole vive, capaci di rispecchiare l’umanità che ci accomuna. Perché il mondo che immaginiamo con le nostre parole è, in fondo, il mondo che decidiamo di costruire ogni giorno.

#parolenonetichette

Newsletter

Se ti è piaciuto questo articolo, puoi iscriverti alla newsletter di Officina Filosofica.
Troverai uno spazio dove filosofia e vita si intrecciano, con riflessioni mensili, spunti pratici e suggerimenti di lettura.

Torna in alto