Nostalgie sognanti

 

Pubblicato il: 28 Aprile 2015 | Ultima modifica: 15 Agosto 2025


“Ci sono nostalgie strazianti e nostalgie sognanti; ci sono nostalgie che, nonostante tutto, ci fanno vivere, e nostalgie crudeli, inestinguibili nella loro intensità e nei loro significati; ci sono nostalgie labili ed effimere, e nostalgie che feriscono l’anima: senza che in esse si aprano spazi alla speranza e alle speranze.
Le evanescenti figure della nostalgia hanno come loro nocciolo comune il desiderio lancinante di persone, di cose, di luoghi, di stati d’animo perduti o vertiginosamente lontani, e il ricordo di emozioni sfiorite o spente che si vorrebbero riportare in vita, e di emozioni acerbe e luminose che continuano a vivere in noi con il loro timbro di indicibile dolcezza e sconfinata tristezza.”
Eugenio Borgna

La nostalgia è uno strano sentimento: porta con sé la bellezza dei ricordi che illuminano il cuore, ma subito dopo ci costringe a fare i conti con la loro irrimediabile distanza. Ci ricorda che i momenti più intensi, quelli che hanno dato forma alla nostra identità, appartengono ormai al passato.

Cercare di coglierne il lato positivo non è facile, soprattutto quando i ricordi smettono di essere semplici frammenti di memoria e diventano la lente con cui guardiamo il presente. È il “dolore del ritorno”, così suggerisce l’etimologia del termine che nel Seicento veniva considerato una vera e propria malattia: una forma di malinconia che colpiva chi si sentiva lontano da casa, disorientato e inquieto.

Heidegger ha mostrato come questo spaesamento sia un tratto costitutivo dell’esistenza: l’angoscia rivela che non abbiamo un fondamento stabile e che siamo sempre in cammino.

nostalgia_salute mentale_pratica filosofica

La psicologia contemporanea ha approfondito molto la natura di questa emozione complessa. Studi di psicologia cognitiva e neuroscienze affettive mostrano come la nostalgia, lungi dall’essere sempre patologica, possa svolgere una funzione protettiva: rafforza il senso di continuità del sé, consolida i legami affettivi e persino sostiene la resilienza nei momenti di crisi.

Lo psicologo Constantine Sedikides, ad esempio, ha evidenziato come il ricordare il passato con tenerezza, piuttosto che con rimpianto, aumenti il benessere emotivo, migliorando l’autostima e il senso di significato della propria vita.

Come osserva Eugenio Borgna, non tutte le nostalgie sono uguali: accanto a quelle strazianti, che imprigionano l’anima nel dolore, esistono nostalgie sognanti, che ci ricordano che abbiamo una storia biografica da interpretare, non solo da rimpiangere. Questa forma di nostalgia — potremmo dire “creativa” — non spegne la vita interiore, ma la alimenta: ci permette di riconoscere un filo rosso tra le diverse identità che assumiamo nel corso del tempo.

È un processo simile a ciò che Erik Erikson, nella sua teoria psicosociale, descrive come integrazione del sé: la capacità di dare un senso unitario alla propria esistenza, abbracciando le trasformazioni e le discontinuità.

Ma cosa distingue la nostalgia dal rimpianto? Nel rimpianto pesa la sensazione di colpa o di responsabilità per una perdita definitiva: ci addolora ciò che non potrà più tornare e che, in qualche misura, sentiamo di aver tradito o lasciato sfuggire. La nostalgia, invece, pur nascendo anch’essa dal passato, conserva una scintilla di speranza: ci ricorda che le persone amate, i luoghi cari, gli stati d’animo intensi possono continuare a vivere in noi, non solo come ricordo statico, ma come presenza che nutre il nostro presente e orienta il futuro.

La speranza diventa allora una sorta di “memoria del futuro”: non una semplice illusione, ma la capacità di riaprire i ricordi al possibile, di impedire che restino incatenati al passato come fantasmi dolorosi. La nostalgia, quando non diventa prigione, può trasformarsi in una bussola: ci ricorda chi siamo stati, ci mostra chi siamo e ci suggerisce chi possiamo ancora diventare.

Newsletter

Se ti è piaciuto questo articolo, puoi iscriverti alla newsletter di Officina Filosofica.
Troverai uno spazio dove filosofia e vita si intrecciano, con riflessioni mensili, spunti pratici e suggerimenti di lettura.

Torna in alto