Pubblicato il: 3 Luglio 2015 | Ultima modifica: 15 Agosto 2025
Il giovedì conduco un laboratorio di pratica filosofica presso il centro di salute mentale di Trento. Mi piace proporre sempre stimoli diversi per avviare la discussione: a volte partiamo da immagini d’arte, altre volte da testi poetici, giochi autobiografici o scene tratte da film.
Per questo incontro ho scelto una sequenza del film La Leggenda di Bagger Vance. Il film racconta la storia di un giovane campione di golf che, tornato dalla guerra come eroe, non riesce a superare i traumi vissuti al fronte e cade nell’alcolismo. Sarà proprio una partita di golf – iniziata nel modo peggiore e conclusa con una vittoria insperata – a segnare la sua rinascita.

Un laboratorio filosofico tra immagini e cinema
Il giovedì conduco un laboratorio di pratica filosofica presso il centro di salute mentale di Trento. Mi piace proporre sempre stimoli diversi per avviare la discussione: a volte partiamo da immagini d’arte, altre volte da testi poetici, giochi autobiografici o scene tratte da film.
Per questo incontro ho scelto una sequenza del film La Leggenda di Bagger Vance. Il film racconta la storia di un giovane campione di golf che, tornato dalla guerra come eroe, non riesce a superare i traumi vissuti al fronte e cade nell’alcolismo. Sarà proprio una partita di golf – iniziata nel modo peggiore e conclusa con una vittoria insperata – a segnare la sua rinascita.
Nella scena che abbiamo visto insieme, il protagonista riceve l’aiuto decisivo di Bagger Vance, il suo caddie. Nel golf il caddie porta la sacca delle mazze e offre consigli sulla strategia da adottare, ma qui il suo ruolo assume un significato simbolico: è colui che aiuta il giovane a ritrovare sé stesso.
Bagger Vance afferma che l’unico modo per mettere a segno il colpo decisivo è trovare la propria mossa, quella che appartiene solo a noi, entrando in sintonia con il mondo circostante.
Questo spunto ha guidato la discussione del laboratorio: ognuno di noi possiede strumenti interiori per affrontare le difficoltà, ma sono diversi per ciascuno. Forza di volontà, capacità di lasciar andare, pazienza, tenacia, amore per i propri cari: ognuno ha il proprio swing.
Riconoscere queste risorse significa scoprire il nostro nucleo più autentico, ciò che ci rende unici. È la stessa ricerca che Socrate indicava quando parlava del conosci te stesso: non un esercizio astratto, ma la base di ogni cammino umano e conoscitivo.
Come ricorda Massimo Cirri nel video realizzato per il progetto Mi ritorni in mente. Le parole che ci abitano:
“La risorsa ti permette di risorgere anche quando la vita ti ha messo davanti dei casini belli grossi.”
Ed è proprio questo il cuore del laboratorio: imparare a riconoscere quelle risorse, coltivarle e valorizzarle. Perché in ognuno di noi c’è un colpo perfetto da mettere a segno, la propria mossa, il proprio swing.




