Speranza, medicina di tutti i mali

 

Pubblicato il: 6 Ottobre 2014 | Ultima modifica: 15 Agosto 2025


«Un medico psichiatra dovrebbe accoglierti con un sorriso, basare la relazione con il paziente sull’empatia e darti speranza anche se la situazione è grave.»
Queste parole, pronunciate da un’utente del centro di salute mentale in occasione dell’arrivo di un nuovo medico, ci hanno offerto lo spunto per affrontare un tema centrale: la speranza.

La speranza come motore della vita

Desiderio, futuro, guarigione, progetto, movimento, vita, domani: queste sono alcune parole che ci richiama il termine “speranza”. Essa è il motore dell’esistenza umana, ciò che ci spinge a progettare costantemente il nostro futuro per esplorare nuove possibilità di vita, a differenza degli animali guidati dall’istinto.

Elia: «Dopo aver conosciuto la disperazione, comprendi che cosa significa la speranza. Nella disperazione non c’è più niente, è tutto buio e sei praticamente morto, la speranza invece ti tiene vivo.»
Fernanda: «Io associo la speranza al sole: ti fa sorridere e ti illumina.»
Giovanni: «Arrivato alla mia età, ottanta, non credo più molto nella speranza… forse una volta, ma adesso sono più realista.»

Aristotele osservava che la speranza è tipica dei giovani, che hanno più futuro davanti a sé che passato alle spalle:

«I giovani sono mutevoli e presto sazi nei loro desideri […] e vivono la maggior parte del tempo nella speranza; infatti la speranza è relativa all’avvenire, così come il ricordo è relativo al passato, e per i giovani l’avvenire è lungo e il passato breve.» (Rhetorica)

La speranza nel mito e nella vita di tutti i giorni

Nella mitologia greca la speranza era personificata da Elpis, uno dei doni custoditi nel vaso di Pandora. Quando Pandora, spinta dalla curiosità, lo aprì, tutti i mali si diffusero tra gli uomini. Solo successivamente, quando il vaso venne riaperto, uscì anche la speranza, riportando vita e sollievo.

Giulia: «È molto bello questo mito: spiega che la speranza è come una medicina che ci fa andare avanti. Per me è come un motore che dà combustione alla vita; il suo contrario è l’immobilità.»
Angela: «Io faccio fatica a concepire la speranza, per me non esiste. Anche da giovane non avevo speranze ma solo certezze: desideravo una cosa e la ottenevo. Ora non ho né speranza né certezze.»

Per concludere l’incontro abbiamo immaginato una persona capace di incarnare la speranza, qualcuno che affronta la vita con fiducia e coraggio:

Elia: «Una delle mie figlie, perché è sempre propositiva, attiva, solare e con tanta voglia di fare.»
Fernanda: «Mio padre, perché nonostante le difficoltà non si è mai abbattuto ed è riuscito ad andare avanti.»

«Quello che si spera si deve credere che possa essere ottenuto: è quanto aggiunge la speranza al puro desiderio.»
Tommaso d’Aquino

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