Pubblicato il: 5 Gennaio 2016 | Ultima modifica: 14 Agosto 2025
Siamo arrivati alla parte finale del nostro alfabeto!
Oggi ci soffermiamo sulla lettera U, che rappresenta due parole fondamentali: umiltà e unione.
Maurizio, UFE presso il Centro di Salute Mentale di Trento, condivide con noi cosa significa per lui essere umile e quale ruolo questa parola ha avuto nel suo percorso di malattia. Spesso l’umiltà viene fraintesa come sottomissione o bassa autostima, e per questo motivo non è una virtù particolarmente valorizzata nella società moderna. Talvolta, viene addirittura confusa con l’umiliazione, dato che la linea tra questi due concetti è molto sottile.
Eppure, se guardiamo al suo significato originario, l’umiltà è la capacità di accettare le proprie fragilità e di riconoscere che ogni esperienza, positiva o negativa, può insegnarci qualcosa di prezioso per la nostra vita.
Mariacarla Franceschini, educatore professionale che lavora nell’area crisi e facilita il gruppo degli “uditori di voci” al Centro, ha scelto la parola unione. Per lei, in questi contesti così delicati, è fondamentale non restare soli nei momenti di dolore. Sentirsi uniti agli altri aiuta a ritrovare fiducia in se stessi e dona il coraggio necessario per affrontare le difficoltà.
Perché, alla fine, è proprio vero: l’unione fa la forza!




