Pubblicato il: 17 Dicembre 2020 | Ultima modifica: 7 Agosto 2025
Il periodo dell’adolescenza può essere determinante per gettare le basi per lo sviluppo di tratti fondamentali del carattere che consentiranno di vivere, da adulti, un’esistenza ricca di senso.
Gli adolescenti, in questa fase della loro vita, mettono in discussione l’idea di sé e lo fanno attraverso il confronto con i pari e con gli adulti.
Per accompagnare i ragazzi della classe terza della scuola secondaria di primo grado nella scelta dell’istituto superiore ho proposto un percorso di riflessione sulle aspirazioni, sulla conoscenza di se stessi e delle proprie passioni.

Il laboratorio
In questa attività ho utilizzato due strumenti: un racconto semplice, adatto anche ai bambini e di facile comprensione, e successivamente la lettura di una piccola parte del dialogo tra Socrate ed Eutidemo tratto dal Socrate di Senofonte.
La scelta di iniziare con una narrazione immediata e simbolica è stata pensata per creare un terreno comune, capace di coinvolgere anche i ragazzi più restii all’astrazione filosofica.
Il racconto ha infatti permesso a tutti di entrare nel tema in modo naturale, senza sentirsi giudicati o messi alla prova.
Successivamente, l’introduzione del testo filosofico ha offerto l’opportunità di confrontarsi con un linguaggio diverso, più denso e argomentativo, che ha stimolato un’ulteriore riflessione e ha reso possibile il passaggio dalla narrazione all’elaborazione personale.
Il laboratorio si è rivelato così uno spazio protetto e partecipato, in cui ognuno ha potuto contribuire secondo le proprie modalità, mettendo in circolo idee, dubbi e intuizioni legate al tema dell’identità e della scelta.
La storia di Pezzettino di Leo Lionni
Pezzettino è talmente piccolo in confronto ai suoi amici che si convince di essere un pezzetto di qualcun altro, un pezzetto mancante. Ma di chi? Decide così di partire per scoprirlo: comincia a fare una serie di domande a chi incontra nel suo cammino ma non ottiene le risposte che cerca.
Fino a quando qualcuno, un saggio, gli suggerisce di andare in un’ isola speciale dove, dopo un viaggio non sempre semplice, finalmente scopre la sua vera identità che si rivelerà una bellissima sorpresa.
La metodologia che ho utilizzato per rendere filosofica la conversazione è stata porre alla base della ricerca la capacità di domandare. Le domande infatti sono la manifestazione della curiosità filosofica che spinge la mente ad andare oltre il pensato per aprirsi a ciò che non era mai passato prima per la testa.
Inizialmente i ragazzi hanno cercato di interpretare la storia e a loro è risultato abbastanza semplice capire il significato metaforico del percorso di Pezzettino.
In un secondo momento ho cercato di aiutarli ad allargare il loro punto vista chiedendo di esporre il proprio pensiero sull’ argomento. In questo modo ho cercato di accompagnarli nel confronto, prima tra numerosi dubbi, blocchi e contraddizioni e via via nell’emergere delle diverse teorie per arrivare, dove è stato possibile, ad un’idea comune e condivisa.
Tutti i ragazzi hanno notato che Pezzettino chiede se è parte di qualcuno perché in realtà non sa cos’è; secondo una ragazza gli altri, a cui Pezzettino chiede, sanno già chi sono e si identificano in una sola attività: sono felici?
Per un’altra alunna chi conosce ciò che lo caratterizza ha in sé un punto di forza e non un limite; un ragazzo ipotizza che Pezzettino a conclusione della storia saprà chi è e forse in seguito assumerà un ruolo diverso a seconda del contesto in cui si troverà o perché sarà condizionato dagli altri.
A dimostrazione che lo spirito della filosofia è proprio una ricerca mai conclusa alla fine della conversazione filosofica sono rimasti alcuni problemi aperti, stimolo per altre esplorazioni.
Il Socrate di Senofonte
Dopo il dibattito sulla storia di Pezzettino ho voluto avvicinare i miei alunni alla filosofia condividendo con loro la sentenza dell’oracolo di Delfi, “Conosci te stesso”, ripresa da Socrate e collocata nel contesto della propria riflessione.
Per il filosofo conoscere se stessi è condizione essenziale per fare le scelte giuste ed evitare i mali. Il motto delfico “conosci te stesso” viene analizzato dal Socrate di Senofonte e dal suo interlocutore Eutidemo: esso rinvia all’esigenza di conoscere le proprie possibilità prima di intraprendere qualsiasi iniziativa.
Nonostante, secondo alcuni critici, la testimonianza di Senofonte risulti poco affidabile, poiché i suoi rapporti con Socrate si sono limitati al periodo giovanile né risulta che abbia direttamente partecipato all’attività filosofica della cerchia socratica, egli fornisce di Socrate l’immagine di un uomo “rispettabile” e pieno di “buon senso” e ne offre alcuni tratti indubbiamente autentici e credibili.
In questo caso lo scopo del dibattito è stato insegnare ai ragazzi ad argomentare partendo dal dato emerso precedentemente ossia l’importanza di conoscere se stessi per passare poi a chiedersi se è facile o difficile e valutare il loro grado personale di conoscenza in vista della scelta futura.
Conclusioni
Attraverso questa attività i ragazzi si sono soffermati sulla riflessione e sull’ ascolto di stessi per capire ciò che davvero li fa stare bene.
Nell’ultima fase del percorso, prima della scelta che dovrà essere fatta entro il mese di gennaio, lavorerò con la classe su un genere letterario che racconta il cambiamento psicologico e affettivo dei giovani dall’adolescenza alla maturità: il romanzo di formazione.
- Prima Tappa: “Ritorno a scuola: esperienze di DAD e progetti per il futuro”
- Terza Tappa: “Laboratorio sul romanzo di formazione”




